Come viene svolto un test antieffrazione?

Test Antieffrazione Sistemi di sicurezza porte e finestre

I sistemi di sicurezza per porte e finestre, per poter svolgere un’efficace funzione di protezione, vengono sottoposti a dei particolari test: in base al risultato di questi test, vengono definiti come prodotti certificati ovvero viene assegnata loro una classe di resistenza.

Il test è una prova che rappresenta un momento fondamentale nella progettazione dei sistemi di sicurezza, e deve seguire delle regole ben precise stabilite dalla normativa (la UNI EN 1627-28-29-30 {collegamento articolo 1 norme), che viene nel tempo adeguata al progresso tecnologico e dei materiali.

Dopo il test viene rilasciata una dichiarazione di conformità al campione certificato: la produzione non rispetta la forma esatta del campione certificato, ma rispetto all’inferriata sottoposta alla prova si mantengono inalterati il processo produttivo, i materiali impiegati, e le lavorazioni che concorrono ad ottenere il medesimo esito finale.

I test vengono definiti anche prove antieffrazione e si svolgono in questo modo.

 

Ente certificatore e test antieffrazione

 

La certificazione dei sistemi di sicurezza per porte e finestre viene rilasciata da un Ente certificatore, ovvero un organismo che controlla che i prodotti messi sul mercato rispettino i requisiti delle norme specifiche riguardanti la materia del prodotto stesso.

L’Ente certificatore è classificato come tale secondo dei criteri definiti dalla comunità europea; sul territorio italiano sono presenti diversi enti, un esempio è l’Istituto Giordano che opera nel campo della certificazione di prodotti e delle prove in laboratorio sui materiali.

 

Classi antieffrazione: svolgimento dei test di prova

 

I test di prova riguardano l’elemento strutturale dell’inferriata e si svolgono su un elemento completo, composto da: controtelaio, battente (compresa tutta la ferramenta), i dispositivi di fissaggio ed eventuali dotazioni supplementari. In particolare, le prove antieffrazione dei sistemi di sicurezza per finestra secondo la norma EN 1627 si dividono in due parti.

Prova preliminare antieffrazione

Prova statica secondo UNI EN 1628: nella prova statica gli angoli dei pannelli, gli angoli dei battenti e tutti i punti di chiusura sono considerati punti di carico e sottoposti a diversi carichi statici di prova secondo la classe di resistenza. Per ogni carico, lo spostamento non deve superare determinati valori;

Prova dinamica secondo UNI EN 1629: la prova di carico dinamico deve simulare un tentativo di intrusione fisica attuato mediante “spinte, spallate e calci”. Il carico viene applicato sui punti considerati più deboli, solitamente gli angoli e il centro. Durante la prova, nel campione non deve crearsi un varco tale da consentire il passaggio o il raggiungimento del meccanismo di chiusura interno. Inoltre non devono allentarsi o staccarsi pezzi.

Nota: Per le classi di resistenza dalla 4 alla 6 si rinuncia alla prova di carico dinamico perché in queste classi i carichi della sollecitazione statica superano nettamente quelli generati dalla sollecitazione dinamica.

Analisi dei punti deboli secondo UNI EN 1630: la norma 1630 prevede una prova manuale che si divide in una parte preliminare e la prova principale. La parte preliminare serve all’analisi dei punti deboli e prevede una prova con utensili per simulare il tentativo di scasso da parte di uno scassinatore. Per gli elementi con classe di resistenza 1 non è prevista alcuna prova manuale con utensili, mentre a partire dalla classe di resistenza 2 si impiegano i set di utensili abbinati alle varie classi. Per evitare dubbi o contestazioni, le prove manuali con utensili vengono verbalizzate anche mediante delle riprese video: si tratta di filmati che non possono essere divulgati ma che servono esclusivamente all’Ente di Certificazione per riesaminare e valutare lo svolgimento della prova.

Prova principale antieffrazione

Individuato un punto debole sull’inferriata, si passa a quella che è definita come prova principale. Nello specifico, questa consiste nel tentare di aprire l’elemento in un tempo previsto e diverso per ogni classe di resistenza, utilizzando degli utensili a disposizione e cercando di ricavare un varco accessibile.

Il “tempo di resistenza è il tempo complessivo del tentativo di scasso perpetrato con l’utensile: per ogni classe di resistenza è previsto un tempo predefinito, durante il quale l’inferriata deve resistere all’attacco.

Il “varco accessibile“, chiamato anche dima, è invece lo spazio che si riesce ad ottenere al termine del tempo previsto dal test. Le norme definiscono che la dima di riferimento impiegata durante la prova di attacco manuale è l’ellisse da 150×250 mm.

Dima di riferimento per i sistemi di sicurezza

La struttura portante dei sistemi di sicurezza per porte e finestre deve essere realizzata in modo tale che i tentativi di scasso attuati nell’arco temporale della prova (es. 10 minuti di tempo effettivo di tentativo di scasso), non creino un varco sufficiente (dima) al passaggio di un tampone di riferimento con le caratteristiche prescritte dalla norma (vedi immagine).

Dima riferimento sistemi di sicurezza porte finestre

Per ottenere questo risultato, non solo le barre verticali, ma anche tutti gli elementi che compongono le ante dell’inferriata, come i tubolari perimetrali, i traversi orizzontali, e i meccanismi quali snodi, cerniere e puntali di chiusura delle ante, devono avere una durezza superficiale dell’acciaio ottimale ad HRC 60.

Al termine del test, quindi, viene analizzata la dimensione della dima ottenuta tra le sbarre delle inferriate, e sulla base di questa distanza viene rilasciata la certificazione della classe di resistenza.

 

La certificazione dell’inferriata del produttore

I test, quindi, rappresentano delle procedure indispensabili per determinare la qualità del sistema di sicurezza per la finestra; per questo motivo non vengono realizzati all’interno degli stabilimenti produttivi, ma in laboratori esterni specifici, certificati dal Ministero.

Grazie a questi test, viene rilasciata una dichiarazione di conformità alla classe di sicurezza.

Le certificazioni di TECNO SICUR

Le Certificazioni di TECNO SICUR s.r.l. sono rilasciate dall’Istituto Giordano (Organismo indipendente di certificazione accreditato privato), mediante prova diretta su un campione di modello con determinate caratteristiche. Le inferriate aventi grado di sicurezza 3 e 4 sono state certificate in quanto hanno superato brillantemente le prove antintrusione, secondo la norma UNI EN 1627 del 2011.

Sui vari modelli di inferriate certificate dall’Istituto Giordano, TECNO SICUR rilascia una dichiarazione di conformità: si attesta così che restano inalterati il processo produttivo, i materiali impiegati e le lavorazioni del campione modello sottoposto al test.

Certificazioni TECNO SICUR-

Certificazioni TECNO SICUR-

 

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