Come interpretare correttamente le norme sui sistemi di sicurezza per porte e finestre?

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Sistemi sicurezza porte e finestre come interpretare le normative

Oggi per proteggere la propria abitazione si può optare tra diversi sistemi di sicurezza, come porte e finestre con inferriate, persiane o grate blindate. Questi sistemi offrono un buon livello di protezione, più o meno elevato a seconda della classi di resistenza del prodotto acquistato.

La determinazione della classe di sicurezza di un prodotto è regolamentata da 4 norme (collegamento articolo 1 – norme), che descrivono le caratteristiche di resistenza all’attacco che il prodotto deve garantire durante un tentativo di effrazione. A tal fine, vengono svolti dei test di prova su un campione e, in base al risultato di questi test, si classificano i prodotti in una delle 6 classi di resistenza.

 

Il test di prova dei sistemi di sicurezza per porte e finestre

 

La normativa stabilisce che un sistema di sicurezza per porta o finestra, per essere certificato come tale, deve essere sottoposto ad un test di prova, che è lo strumento che garantisce la qualità e la sicurezza del prodotto. I test sono delle prove di resistenza effettuate su campioni di prodotto (es. su un inferriata) e sono di tipo convenzionale e reale.

Le prove convenzionali verificano che l’inferriata blindata sia in grado di resistere ad una serie di carichi statici e dinamici, mettendo così in luce eventuali carenze progettuali delle strutture stesse. Le prove reali, invece, simulano l’attacco di un malintenzionato dotato di un set di attrezzi secondo specifiche strategie di scasso, verificando, quindi, la resistenza del campione in base al tempo impiegato per superare la difesa.

Nel corso degli anni, le norme hanno subito una serie di revisioni (collegamento articolo 2 – evoluzione norme) per stare al passo dell’evoluzione scientifica e tecnologica dei materiali e per migliorare il livello di sicurezza dei prodotti stessi. Durante la revisione delle normative sono state apportate anche delle modifiche all’elenco degli attrezzi utilizzati oggi dagli scassinatori, i quali vengono utilizzati anche durante il test di prova per valutare la resistenza del sistema di sicurezza.

 

Quali attrezzi utilizzano ladri e scassinatori

 

Ogni classe di resistenza dei sistemi di sicurezza deve avere dei requisiti essenziali, così da svolgere la funzione di protezione e sicurezza contro una serie di attrezzi. Con le revisioni alle normative, avvenute negli anni, sono state apportate significative modifiche alla serie di attrezzi utilizzati per stabilire il grado di resistenza delle inferriate di sicurezza.

Vediamo meglio le novità introdotte con gli anni, con degli schemi esemplificativi.

Sistemi di sicurezza per finestre Classe Resistenza 2

Sistemi di sicurezza per finestre Classe Resistenza 2

Tra gli utensili contemplati nella classe di resistenza 2 è stato inserito il seghetto con lame bimetalliche o HSS per taglio dei metalli, introducendo così una prestazione di resistenza al taglio, prima non richiesta, e che la uniforma alle altre classi di resistenza. Pertanto, a partire dal 2011, un’inferriata certificata in classe di resistenza 2, 3 o 4 deve resistere contro il taglio manuale.

 

Sistemi di sicurezza per finestre Classe Resistenza 3

Sistemi di sicurezza per finestre Classe Resistenza 3

Per quanto riguarda la classe di resistenza 3, è stato introdotto nell’elenco degli utensili il trapano a mano, con annesse diverse punte HSS o HS/CO, da 1,00 mm a 6,00 in incrementi di 0,5 mm.

Sistemi di sicurezza per finestre Classe Resistenza 4

Sistemi di sicurezza per finestre Classe Resistenza 4

La revisione più ampia è stata fatta nella lista degli utensili riguardanti la classe di resistenza 4. Infatti, sono stati inseriti diversi attrezzi: lo scalpello per lavorare i metalli a freddo, le cesoie da lamiera, l’ascia, il taglia bulloni, la macchina foratrice senza filo ed una serie di punte da trapano (da 1,00 mm a 13 in incrementi di 0,5 mm).

 

Natura della Norma di Riferimento

La norma di riferimento, costituita dalle quattro norme UNI EN 1627-28-29-30, è quindi una norma “prestazionale” perché per ciascuna classe di resistenza all’effrazione definisce le prestazioni che l’inferriata di sicurezza deve possedere per ottenere la certificazione di appartenenza ad una determinata classe di resistenza. Ad esempio, la prestazione “resistenza al taglio” è declinata dalla norma in “resistenza al taglio attuato per un determinato periodo di tempo con particolari utensili”.

Queste norme individuano quindi le caratteristiche prestazionali del prodotto finito, e non le tecniche produttive con cui realizzare l’inferriata di sicurezza: questa scelta è demandata al produttore che dovrà adottare le soluzioni migliori, secondo lo stato della tecnica e il proprio Know-how, che permetteranno di ottenere il livello prestazionale nei termini stabiliti dalle norme di riferimento (in questo caso resistenza al taglio con utensili specifici per il tempo stabilito per ciascuna classe di resistenza).

 

La certificazione TECNO SICUR

TECNO SICUR, per scelta aziendale, realizza inferriate certificate in classe di resistenza 2 e 3 senza materiale anti taglio nel pieno rispetto della previgente normativa UNI ENV 1627:2000, proponendo, dove possibile, anche il prodotto certificato secondo la vigente normativa; mentre le inferriate certificate in classe di resistenza 4 sono prodotte con materiale anti taglio come è sempre stato previsto dalla normativa.

 

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