Sconto in Fattura Inferriate e Bonus 50%: guida

Sconto In Fattura Inferriate

Oggi puoi risparmiare molto sull’acquisto delle inferriate di sicurezza grazie a diverse agevolazioni fiscali: oltre al bonus fiscale del 50% che ti permette di portare in detrazione parte del costo, è possibile usufruire dello sconto in fattura ovvero di un particolare contributo che può essere applicato direttamente in sede di acquisto, ottenendo uno sconto diretto del 50% sulla fattura del fornitore.

Lo sconto in fattura, però, può essere applicato alle inferriate di sicurezza solamente in alcuni casi, ovverosia:

  • sulle singole unità abitative quando la sostituzione delle grate rientra in un più ampio intervento di manutenzione straordinaria o di ristrutturazione;
  • a livello condominiale quando l’installazione di inferriate di sicurezza interessa parti comuni (manutenzione ordinaria).

Vediamo meglio che cos’è, come funziona e quando si può applicare.

Le agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie

Tra le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, il Decreto Rilancio ha introdotto lo sconto in fattura per tutto il 2020 e 2021: prima di vedere che cos’è lo sconto in fattura, riprendiamo la definizione di Detrazione sulle ristrutturazioni edilizie come riportato sul sito dell’Agenzia delle entrate:

L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 e consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.Tuttavia, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2021 la detrazione è elevata al 50% e il limite massimo di spesa è di 96.000 euro.La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

È prevista, inoltre, una detrazione Irpef, entro l’importo massimo di 96.000 euro, anche per chi acquista fabbricati a uso abitativo ristrutturati.
In particolare, la detrazione spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.
Indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione (comprensivo di Iva). Anche questa detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

Opzione per la cessione del credito e per il contributo sotto forma di sconto

Ai sensi dell’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. Decreto Rilancio), i soggetti che negli anni 2020 e 2021 sostengono spese per gli interventi di ristrutturazione edilizia possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante, alternativamente:

  • per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari
  • per la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

 

Cos’è lo sconto in fattura

 

Lo sconto in fattura è un’alternativa alla detrazione fiscale del 50% che permette di ottenere uno sconto, di pari importo, direttamente sulla fattura del fornitore.

Tra le due alternative previste dalla normativa (sconto diretto in fattura o rimborso da istituti finanziari), quella più semplice è chiaramente richiedere al fornitore lo sconto immediato in fattura: sarà poi il fornitore stesso a recuperare lo sconto come credito d’imposta, mentre l’acquirente pagherà solamente la metà del costo di acquisto esposto in fattura.

 

Esempio:
Costo di acquisto del bene agevolato: € 4.500,00
Importo pagato al fornitore: € 2.250,00

 

Lo sconto viene applicato sull’importo della spesa comprensivo di IVA e l’impresa che lo accorda avrà poi diritto ad un credito d’imposta pari all’importo scontato (50% della spesa).

 

Le Inferriate possono usufruire dello sconto in fattura?

Come meglio descritto nel nostro articolo dedicato alle Detrazioni fiscali sulle Inferriate, le inferriate di sicurezza rientrano nell’agevolazioni in quanto “Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi” (si veda anche a pagina 7 e 8 della guida completa alle ristrutturazioni edilizie dell’Agenzia delle Entrate, che puoi scaricare cliccando su questo link).

Questa tipologia di intervento è espressamente menzionato tra quelli che accedono al bonus della detrazione. Su questo non ci sono dubbi.

Sull’acquisto delle inferriate, però, non è detto che si possa applicare sempre lo sconto in fattura. Lo sconto in fattura può essere applicato all’acquisto delle Inferriate di sicurezza solamente in alcuni casi, ovverosia:

  • a livello di singola unità immobiliare, quando la sostituzione delle grate rientra in un più ampio intervento di manutenzione straordinaria;
  • a livello condominiale, quando la sostituzione di inferriate interessa parti comuni.

L’acquisto di inferriate di sicurezza è infatti definito un intervento di manutenzione ordinaria (vedi glossario interventi edilizia libera del Decreto 2 marzo 2018 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti): il decreto rilancio ha esteso la cessione del credito solo ad alcuni degli interventi agevolati di cui all’art 16bis del TUIR (testo unico) ma non a tutti (contrariamente a quanto affermano alcuni siti web), nello specifico a quelli di cui al comma 1 lettere a) e b) del TUIR, cioè agli interventi descritti dall’articolo 3, DPR 380/2001 lettera a), b), c) e d): manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

Tuttavia l’art. 16bis TUIR distingue da un lato i casi in cui gli interventi sono eseguiti su parti comuni: in questo caso l’agevolazione spetta per manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia; e dall’altro lato i casi in cui l’intervento è eseguito sulla singola unità abitativa, in questo caso l’agevolazione spetta solo per manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

Dall’analisi normativa, possiamo dedurre che il privato che installa le inferriate nella singola unità abitativa ha diritto al bonus della detrazione fiscale in quanto l’intervento di manutenzione ordinaria è finalizzato alla sicurezza ed è previsto dall’art. 16bis TUIR. Tuttavia, gli interventi di cui alla lettera f) art. 16bis TUIR non sono espressamente menzionati tra quelli per cui è prevista la cessione del credito o lo sconto in fattura. Affinché si possa applicare lo sconto in fattura anche all’installazione di inferriate di sicurezza sulla singola unità abitativa, l’acquisto di grate fa parte di un più ampio intervento di manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia.

Ciò è previsto per tutti i lavori di manutenzione ordinaria a cui non è espressamente estesa l’agevolazione fiscale: si veda quanto riportato a pagina 5 della guida alle ristrutturazioni edilizie pubblicata dall’Agenzia delle Entrate dove è precisato che “Non sono ammessi al beneficio fiscale delle detrazioni gli interventi di manutenzione ordinaria (spettanti solo per i lavori condominiali), a meno che non facciano parte di un intervento più vasto di ristrutturazione“.

In applicazione dello stesso principio si è consentito ad esempio di portare in detrazione la spesa per la sostituzione di porte interne (manutenzione ordinaria) in quanto assorbita dal più ampio lavoro di ristrutturazione dell’appartamento (vedi risposta del MEF all’interrogazione in commissione VI finanze n. 5-03461).

Se invece l’intervento di sostituzione delle inferriate viene effettuato da un condominio sulle parti comuni, allora rientra automaticamente tra gli interventi per cui è prevista l’agevolazione dello sconto in fattura.

 

Come funziona lo sconto in fattura

Questa agevolazione permette di effettuare molti lavori di ristrutturazione e ammodernamento edilizio pagando solo la metà del prezzo perché di fatto permette di ottenere in anticipo l’importo della detrazione: l’impressa infatti applicando lo sconto in fattura pari al 50% dell’importo anticipa la somma che si il privato si sarebbe visto rimborsare in 10 quote annuali ed al contempo matura un credito nei confronti dell’Erario che potrà a sua volta cedere.

Lo sconto in fattura è quindi una particolare agevolazione che consente di ottenere il rimborso immediato in un’unica soluzione della somma detraibile dalle imposte grazie allo sconto di pari importo accordato dall’impresa esecutrice dell’intervento.

 

Chi può accedere allo sconto in fattura

I soggetti che possono beneficiare dello sconto in fattura sono:

  • Proprietario;
  • Detentore di un diritto reale (diritto di usufrutto, di uso, di abitazione, di superficie);
  • Detentore dell’immobile (locatario, comodatario);
  • Soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa;
  • Contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
  • Familiare convivente (per immobili appartenenti all’ambito “privatistico”);
  • Coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge.

 

Come richiedere lo sconto in fattura

Per prima cosa è importante sapere che lo sconto in fattura può essere richiesto prima dell’inizio dei lavori o anche nella fase di avanzamento e comunque entro il 16/03 dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa.

Per ottenere lo sconto in fattura è necessario effettuare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate. La comunicazione può essere compilata e inviata utilizzando la procedura web disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Dopo l’autenticazione, è possibile accedere alla procedura seguendo il percorso: La mia scrivania/ Servizi per / Comunicare e poi selezionando “Comunicazione opzioni per interventi edilizi e Superbonus”.

Oppure la comunicazione può anche essere compilata utilizzando il software scaricabile direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate e poi inviata attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (entratel/Fisconline).

Nel caso di lavori in un condominio o su parti comuni la richiesta deve essere inviata dall’amministratore, da un condomino incaricato oppure ci si può avvalere di un intermediario abilitato. La procedura poi avviene utilizzando gli stessi canali dell’Agenzia delle Entrate.

La comunicazione può essere inviata direttamente dal beneficiario della detrazione oppure per il tramite di un intermediario abilitato.

A seguito della comunicazione dell’opzione il relativo credito sarà visibile nel cassetto fiscale del fornitore a favore del quale è stato ceduto, il fornitore tramite la procedura presente sulla piattaforma online dell’Agenzia delle Entrate dovrà accettare il credito che potrà utilizzare in compensazione oppure cedere ad altri soggetti.

Il rimborso avverrà come credito d’imposta ed è necessario che il fornitore verifichi, prima di iniziare la procedura, la quantificazione assorbibile per capire quanti sconti può concedere, altrimenti potrebbe non avere reddito imponibile per concederlo a tutti.

Nel caso di lavori in un condominio o su parti comuni la richiesta deve essere inviata dall’amministratore, da un condomino incaricato oppure ci si può avvalere di un intermediario abilitato. La procedura poi avviene nello stesso modo tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate.

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